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3 libri da leggere se…siete in vena di poesia civile

Di Samir Galal Mohamed

Samir è come un chitarrista solista in cerca del suo accordo migliore ma che nel mentre non disdegna di condividere ogni tentativo fatto, nobilitando ogni scarto, tracciare delle linee, “cancellare, scrivere, salvare.” Qui Samir ci dice tutto sul dolore, sul declino. Con la violenza della descrizione è come un hard disk che accumula dati e comincia a sparare file fuori dallo schermo.
che piaccia o no, sarà difficile, che qualcuno di questi non riguardi direttamente noi, o ciò che chiamiamo la nostra terra.

titolo Damnatio memoriae
autore Samir Galal Mohamed
collana Lyra, 85
editore Interlinea
pagine 88
pubblicazione 2020
ISBN 9788868572860

Di Felicia Buonomo

Uno sguardo feroce e ossessivo sul relitto di un’esistenza che si trascina e poi rivive. Cara catastrofe è il sorriso fragile di una sofferenza inconsapevolmente cullata, il simbolo di quella umanità che l’autrice tenta di restituire a se stessa. I testi di Felicia Buonomo legano le radici della poesia all’elemento essenziale della corporalità, ogni componimento
può rappresentare la violenza del presente, o di un passato che ciclicamente torna a violentare o a confondere,
o più semplicemente esprime fasi cicliche contrastanti. Versi che definiscono i tratti della fatiscenza, ma allo stesso tempo esercitano una funzione catartica e salvifica; in questa raccolta, la poesia sembra assumersi il compito di verbalizzare e rappresentare gli atti e le scene dell’inesauribile conflitto.

Qui Felicia parla alla catastrofe, quella del mondo o la sua, come a qualcuno per cui ad un certo punto è necessario per accumulo, scrivere
una lettera, ( o una mail) il libro procede in altre due sezioni, ci racconta degli effetti sul corpo, nel tentativo di spiegarci cosa è una ruga
dal suo passato. E infine ma anche dal principio, l’amore.



titolo Cara Catastrofe
autore Felicia Buonomo
Data di pubblicazione 2020
Formato 14,5×21
Numero di pagine 96
ISBN Cartaceo: 9788833861357 – E-book: 9788833861364

Javier Zamora agghiaccia il lettore lasciando che la sua indolenza sanguini pagina dopo pagina in un lirismo così penetrante e onesto, mentre calcola l’effetto della guerra civile e della migrazione sulla sua famiglia, mentre ripercorre le quattromila miglia del suo viaggio, quando era solo un bambino di nove anni, da El Salvador negli Stati Uniti. Raggiunta l’Arizona,
ha vissuto sotto la classificazione di un “senza documenti”, ma nel corso degli anni ha resistito a tale classificazione documentando le proprie esperienze, attraverso la pratica di comporre e rivedere queste poesie con tanta cruda intimità. Come molte delle poesie sulla Resistenza,
fornisce un resoconto vivido e risoluto del trauma che è implicato nelle esperienze dei migranti. Dato che il libro è stato pubblicato nel 2017,
è facile presumere che Zamora si stia rivolgendo a Trump nel titolo, ma la poesia è stata scritta prima che le elezioni presidenziali del 2016 fossero decise. Nei mesi antecedenti alle elezioni del 2020, è sconvolgente sperimentare quanto cambia l’intensità con cui la poesia ti strappa le budella quando la leggi,
facendola passare avanti e indietro al candidato a cui potrebbe rivolgersi quest’anno.

Autore Javier Zamora
Titolo: Unaccompanied
Editore : Copper Canyon Press (1 maggio 2018)
Lingua: : Inglese
Lunghezza stampa : 88 pagine

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