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C.Russell Price (Tradotto da Alessandro Brusa)

Russell Price è un poeta americano originario della Virginia, ma che ora vive e lavora a Chicago.

Tonight we fuck the trailer park out of each other è la sua prima plaquette cui ha fatto seguito Human Flesh Search Engine, un lavoro che può essere definito neo-confessionale dedicato all’esplorazione dell’universo queer.

Ars Poetica: [Well Take Our Turn, Singing / Dirty Rap Songs]

The world needs more drag

you out into the street poetry—

enough with the dishwashing,

watching your kid throw a fuck

-ing baseball for the first time.

Give me all that you can’t pick up

the phone and tell someone.

No more souls

or truth or freedom–abort

your breathy abstractions.

All my (wo)men moderately pissed off,

come to the page ink-tongue spitting.

The best of all the dirty words is:

complacency–next to: normative–next to:

meta. And for the writer who’s breathing

without seething over love’s legality

or the sensitivity of someone else’s womb–

I’ve got something for his punkass:

trigger after trigger of untouchable topics,

a love for the words pussy and chartreuse,

a whole catalog of men ass shaking lines.

Boy, where you came from

is not where you are. E. Bishop,

the baddest of all bitches, said write it,

Yoshimi, itd be tragic if those evil robots

win. If we settled for so much mediocre meditation

(the fluff, fluff, pass of cute poems),

I’d order a recession

on all your bullshit.

Some books should be burned.

Can you hear the gear flick of my Bic

hungry for all those darlings you’ve wasted?

Ars Poetica: [Faremo a turno, a cantare / sporche canzoni rap]

Il mondo ha decisamente bisogno di trans-

portarvi nelle strade della poesia quella cruda:

basta con sta mania di lavare i piatti,

mentre guardate i vostri figli darci dentro

per la prima volta con quella mazza.

Lasciate a me tutto ciò che non riuscite a

capire e sfogatevi con qualcuno.

Niente più anime

o verità o realtà – l’aborto

delle vostre ansimanti astrazioni.

Tutt* moderatamente scazzati,

venite sulla pagina a sputare inchiostro.

La migliore di tutte le parole sporche è

autocompiacimento – e poi: normativo – e poi:

autoreferenziale. E per lo scrittore che vive ma

non si incazza per la legittimità dell’amore

o per il rispetto dell’utero di qualcun altro

beh ho qualcosa per te cazzone:

botta dopo botta di temi sensibili

un certo amore per le parole topa o sciantosa

e un catalogo completo di eccitanti battute sessiste.

Bello, il mondo che conoscevi

non è più quello dove stai ora. E. Bishop,

la più stronza delle stronze, disse scrivilo,

Yoshimi, sarebbe disastroso se quei robot bastardi

l’avessero vinta. Se dovessimo adattarci ad un pensiero così mediocre

(quel dolce, dolce affondo di stucchevoli poesie),

farei mettere al bando

tutte le vostre stronzate.

Certi libri dovrebbero essere bruciati.

Lo sentite lo scatto del mio accendino

surriscaldato da tutte quelle smancerie buttate?

There’s Half You Want & There’s Half You Hate

Adonis, stop giving-in to mad women

when after all all you nobly want is a partner

on a street of Chicago, a personal Ziggurat

made from beer bottles and my mother’s bones.

At night, I know you only love

me when I’m dressed as Decima ‘lPoint or Trixie or Anastasia:

her lashes, her wig, her untouchable

skinzipper,. But slipping into her,

I imagine your arm around my waist, walking

me home, and beneath my white mink,

a glimpse of scales pops out.

Paul, as you crawl onto the couch, I see you see

me as Echidna – as your little mutilated Eve –

you love me barren.

C’è metà che vuoi e c’è metà che odi

Adone, smettila di darti a delle pazze

quando dopo tutto tutto ciò che vuoi è compagnia

su una strada di Chicago, una personale ziggurat

fatta di bottiglie di birra e delle ossa di mia madre.

Di notte, lo so che mi ami solo quando

ho la maschera di Decima l’Point o Trixie o Anastasia:

le sue ciglia, la sua parrucca, la sua inarrivabile

chiusura a pelle. Ma quando entro in lei,

io immagino il tuo braccio intorno, mentre mi

porti a casa, e da sotto la femmina

esce un filo di grasso.

Paul, mentre vai verso il divano, lo vedo che mi vedi

come Echidna – la tua piccola Eva mutilata –

tu mi vuoi sterile.

Non è che non ti stia ascoltando,

È solo lo stesso giorno, ma un altro anno.

È che in questo momento, un anno fa, all’unica ragazza

con la quale abbia mai danzato hanno sparato in faccia.

Rebecca, avevo bisogno di te per odiare me stesso

di meno. Dovevo fingere

il più a lungo possibile fino a che le nostre strade

divennero lastricate di lapidi.

2.

Prima del ballo, prima che ragazze bene acconciate si facessero fottere

dalle orchidee di ragazzetti tirati su a granturco, Aron se ne stava nella sua jeep.

Le sette del mattino era uno strano orario per andarsene

e starsene tra i cavalli, a pulire una pistola nuova.

Il colpo esplose tra il soffriggere del bacon e il giro dell’omelette

Sua madre doveva sapere, tra qui capelli ingrigiti, cosa

avesse portato nel suo bianco grembiale mentre le galline tubavano.

Aaron non ho mai detto a nessuno dei nostri giochetti alla cintura,

le esitazioni, sul respiro, tu che dicevi:

Ti prego, ti prego, non dirlo a nessun o cazzo.

3.

Le mani della Signora Spence tremavano come quelle del Signor Skipper

quando tagliarono la corda con al quale sua figlia

Nikky, era appesa all’albero. Qualunque cosa stesse pensando

la settima ora non è certa. Come abbia potuto starsene appesa

così a lungo senza che nessuno la vedesse è imperdonabile. Le braccia

erano troppo gonfie, la sua pelle troppo scura.

Dopo il calcio d’inizio, lo stadio

4.

Aprile scorso, passò in paese la prima tromba d’aria

della sua storia. Le pompe di benzina come fontane,

le vetrine di Wendy’s in frantumi, e un torrente di

bare distrutte a finire nel fiume

sbattendo contro le auto come canzoni,

un concerto di allarmi, una sfilata finale

per resuscitare la seconda media, i nostri lombi a sudare

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