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CHRISTIAN NEGRI – 3 poesie inedite

*

Coordiniamoci paratatticamente,

siamo una cerniera a zip

in attesa della mano destinata a aprirci

(ciascuno lo imbraccia (con esso o sopra di esso),

imbraccia il fato da una parte, dall’altra la sbraccia,

sbraccia la cataratta (baionetta innestata)).

È là, è là, è là,

è là il nemico, fratello di terra.

Triangolare la sua posizione, cinematizzare

la nostra staticità non servirà a nulla:

il futuribile è un aut-aut:

ciascuno resista ben piantato, mordendosi le labbra con i denti.

*

Il rito del vuotare le pozze

da braccia mozze a forma di rami,

da mille fogliami forestieri e non,

da massi che solo ieri erano ciottoli,

questo rito

volge le mie iridi a circuito chiuso

verso gli abissi del sangue

e i baratri dei ventricoli.

Loro non vogliono accorgersi

ch’io sono Sisifo.

*

Non ne posso più di  

pervagare in un aut-aut di istanti,

spero solo

che la reincarnazione sia apofonica.

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