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Giuseppe Todisco

da ” Si prega girati di schiena”

Forse non sai, Irene
che si prega girati di schiena
e per sopravvivere bisogna amarsi
come i preti amano le ostie.
Dico forse, perché ti guardo
mentre studi i cromosomi
e invano cerchi qualcosa
che giustifichi il perdono.
Forse non sai, Irene
che nella migliore delle ipotesi
il nome di Dio lo impari a memoria
digitando interurbane dai telefoni a gettone.
Tu mi fai tornare in mente
lo spessore delle lettere imbucate,
gli indirizzi scritti a margine,
il sapore dei francobolli.
Ed è così che ti vorrei leccare
e spedirti chissà dove
ignorando confini e carte coloniali;
vorrei leccarti fino ai mitocondri
per capire se quel modo che hai
di mettere ordine tra le cose
lo hai ereditato da tua madre
oppure dai supermercati.
Lasciami qualcosa di tuo, Irene
perché verrà il regno
quando saremo tutti uguali
e allora non potrò distinguerti
come nel corpo di Cristo
non si distinguono le ossa.




Giuseppe Todisco è nato a Foggia nel 1980. Suoi testi sono apparsi su diverse antologie, tra le quali Enciclopedia di Poesia Italiana, a cura della Fondazione Mario Luzi. È presente all’interno della collana Poeti e Poesia, a cura di Elio Pecora. Alcune sue prose sono confluite nella collettanea Repertorio dei matti della Città di Lucera e della Capitanata, a cura di Paolo Nori (Marcos y Marcos 2018). Collabora con alcuni lit-blog, tra i quali Disgrafie e Pangea, ed è tra i fondatori della neonata rivista letteraria Avamposto Poesia. Si prega girati di schiena (Marco Saya 2020) è la sua raccolta d’esordio.

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