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Maria Grazia Tonetto

Una poesia da “Encode” Bertoni editore, Perugia 2020 °

Nella casa dei rumeni a pianterreno
entrano corpulente di birra almeno
tre o quattro signore a pomeriggio
salutate da insulti a oltraggio.
Mortacci tua! Con sdegno parrocchiale
del sinedrio domenicale.
Il loro alto fracasso
traduce la pretesa umile
di esistere terra terra
e di restare qui attaccati
a respirare fetore, sudore.

Qualcosa frutta stupendamente
nel suo colmarsi raso e rasamente
quasi di fragola a livello del suolo.
Ché ci sarà pure qualcosa di buono,
se non l’aglio, la cipolla, almeno il suono
degli insulti di riconoscenza della famiglia umana.
E come mi rispunta la dolcezza. Si direbbe
l’erbaccia più tenace concimata dal letame.


Maria Grazia Tonetto è attiva come poetessa, critico letterario, traduttrice per il cinema e per la letteratura, e ricercatrice nel settore dell’anglistica. Dopo la pubblicazione su riviste, antologie e una serie di pamphlet poetici, la sua prima raccolta, “Dimore e passi”, ottiene il Premio Logos per l’opera prima dell’editore Giulio Perrone, per il quale il libro esce nel 2007. Negli anni tra il 2006 e il 2010 si dedica a un progetto di ricerca sulla relazione tra corpo e soggettività nel romanzo modernista. Pubblica saggi su Samuel Beckett, D. H. Lawrence, Shakespeare James Joyce, e lavora come redattrice della rivista “Memoria di Shakespeare”. Nel 2012 scrive “The Beauty of Mortal Conditions” , un saggio su Joyce. La sua seconda raccolta poetica, “Nonostanze”, uscita nel 2012, è finalista al Premio Caproni. Attualmente lavora come docente in un liceo e in un Ateneo di Roma. “Encode“, la sua terza silloge poetica, è pubblicata da Bertoni Editore (2020).

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