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Paola De Benedictis

IL CICLO DEI VINTI

I

Le circostanze furono tali
che scelsi il pretesto più appuntito per farmi male
ancora una volta.
Eppure cercavo soltanto robustezza,
irrevocabile presenza.
Un essere umano con le fattezze di Stonehaven.
Ma le lastre del mattino non promettevano mai
nulla di buono.
A volte cadeva un sole.
A volte era la stanza a sbriciolare.
Nessuna particella poteva salvarmi
e le mie azioni mescolavano opposti e contrari.
Era un aspettare di sabbie mobili.

II

Fu una perdita di fiato e vuoti d’aria
questo stare al riparo cocciuta
quando la tempesta lambiccava nel cervello.
E fuori pioveva oblio sulle mie tempie
e le tue menzogne.
Tutto un discorso svolto nella sinuosa pupilla.
Tutto un divagare tra processi e appelli
contro la mia sgangherata fiducia
intrappolata nella tua vanità.
Fu un digiuno di gioia prolungato porta a porta
oltre ogni casa della sconfitta.

III

Costruire parentesi dentro parentesi
per nascondere meglio
ciò che resta quando si crolla.
Una sorta di commiserazione reciproca
tra buone intenzioni e cedimenti.
Fermi in bilico
radunando tutto il buio temuto
nella snellezza della distanza.
Nessuna notte è come un’altra
ma la salvezza
è sempre un accumulo di somiglianze.

IV

La notte instabile gareggiava con la voracità dell’insonnia.
Al mattino si irrobustiva il sonno inondando la mia debolezza.
La costanza del tempo era la più antica misura della mia fibra.
Si procedeva a singhiozzo eppure ogni passo
era un avanzare nella fronte del destino

V

La crudeltà della tua bocca si scompose in parti eguali.
Che io potessi attingerne per fare il calco a ciascuna delle mie angosce.
Chiamarle per nome senza emettere suoni.
Come ad espropriare l’antico dolore senza disturbare il suo artefice.
Riscatto di ogni opposto incardinato nella distanza
e nel superamento della distanza.
La notte invece è ancora un rimanere senza spalle.





Nota biografica

Classe ’78. Giornalista, scrittrice, poetessa ed artista.
Ha una laurea magistrale in Scienze della Comunicazione con lode e tesi sperimentale che archivia la semiotica per fondare una nuova disciplina omnicomprensiva: la Cinemologia della Traduzione.
Dopo un master in scrittura cinematografica comincia a collaborare con il Sindacato dei giornalisti cinematografici di Roma, la Rivista del Cinematografo e Filmmaker’s magazine.

Nel 2005 entra in RAI a Report e si innamora del Medio Oriente. Studia la lingua araba, poi nel 2010, è selezionata per partecipare al 3° corso di perfezionamento in giornalismo per inviati in aree di crisi -organizzato da fondazione Cutuli, Corriere della Sera e Ministero della Difesa – e gira il Libano e Israele.
Resta in Rai per 10 anni, spostandosi alla radiofonia, e lavora all’informazione in tutte le redazioni delle trasmissioni più importanti di Radio1Rai.

Nel 1997 sono apparse le sue prime poesie su Specchio de La Stampa n.193, sul web e su riviste di settore.
Ha pubblicato per numerose case editrici tra cui LietoColle, Perrone, Vitale e Pesa Nervi. 
Ha ottenuto una serie di riconoscimenti e premi per poesie singole e raccolte.
Tra i più recenti la menzione speciale al concorso Ilmioesordio – Poesia 2015 de -ilmiolibro.it  con la silloge “Cuore fratto Zero”, la vittoria del contest poetico Ipoet – marzo 2016 di LietoColle e nel 2019 la menzione speciale al Premio Montano per poesia singola inedita.
E’ stata anche finalista alla prima edizione del Premio Internazionale Quasimodo arrivando seconda con la silloge “Cuore fratto Zero”.

Suoi testi sono stati tradotti in inglese e tedesco su prestigiose riviste straniere come il Journal of Italian Translation, vol XII, n.2 fall 2017 ed è presente sui maggiori blog e siti italiani di scrittura e letteratura tra cui www.absolutepoetry.org e http://poesia.blog.rainews.it.

Attualmente lavora al suo testo “postumo” in “ voce scritta”, ha mollato la RAI e si occupa delle aziende di famiglia. Con la sorella architetto ha fondato il concept space Novecento.Dimore di poesia che unisce l’attività di ricezione e turismo all’organizzazione di eventi culturali.

Dice di sé che Dio le deve un bel po’ di favori.

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