free page hit counter

Quattro poesie di Jeremy Page – Traduzione di Sara Comuzzo

Jeremy Page

Jeremy Page

from The Alternative Version

The Frogmore Press 2001

IN A WINTER LANDSCAPE

Walking into a flame-red sunset

whose ribbons litter

a steely winter sky,

I sense the worlds

of many seasons past

come flying by –

feel, in the air

that bites my cheek

and in the special tone

of blue that threatens snow;

and in the moulded trees

and lonely inauspicious crow –

feel something

of winter gone:

the long walk home

of a twelve year old

in the dusk

of a December afternoon

and always a new star

guiding, on.

IN UN PAESAGGIO INVERNALE

Camminando in un tramonto rosso fuoco

i cui nastri colorano di tracce disordinate

un cielo invernale d’acciaio,

avverto i mondi

di molte stagioni passate

arrivare in volo –

li sento, nell’aria

che mi morde la guancia

e nel tono speciale

di azzurro che minaccia la neve:

e negli alberi modellati

e nel solitario corvo infausto –

sento che qualcosa

dell’inverno se n’è andato:

il lungo cammino verso casa

di un dodicenne

nel crepuscolo

di un pomeriggio di dicembre

e sempre una nuova stella

che fa da guida, avanti.

SOMEWHERE ELSE

An old B-movie on TV

plays to an audience of one:

and she is asleep.

Grandmother dozes lightly

by the fireside,

Barbara Cartland – open –

on her lap,

and purrs softly, softly,

while outside the grey

December afternoon

dissolves to black

and the streetlamps

flicker on, one by one,

and light the roads

and pavements.

This is a wonderland of sorts,

a gentle world of romance

and dreams and

Ealing comedies

viewed from a stiff-backed chair

in a cosy glowing sitting-room

somewhere else.

ALTROVE

Un vecchio film di serie B in TV

va in onda per un pubblico di una persona:

e lei dorme.

Nonna è appisolata dolcemente

vicino al fuoco,

un Barbara Cartland – aperto –

in grembo

e fa le fusa piano, piano,

mentre fuori il grigio

pomeriggio di dicembre

si dissolve nero

e i lampioni

scintillano, uno per uno,

e illuminano le strade

e i marciapiedi.

Questa è una specie di paese delle meraviglie,

un dolce mondo di romanticismo

e sogni e

commedie di Ealing

visto da una sedia dallo schienale rigido

in un accogliente salotto luminoso

altrove.

AFTER RAIN

The dampness

of close-packed soil

underfoot;

the glistening branches

and, somewhere,

a steady drip;

and us alone

in a private world.

A withered tree

Henry Moore would

have approved catches

our eyes – at one

with the gently

breathing wood

and all its pulsing

undergrowth; we advance

in wonder, do not allow

our voices to intrude

the doves’ persistent

evensong; sense

ourselves privileged

passers through this place

one curios summer evening

after rain.

DOPO LA PIOGGIA

L’umidità

di terreno compatto

sotto i piedi;

i rami scintillanti

e, da qualche parte,

un gocciolamento costante;

e noi soli

in un mondo privato.

Un albero appassito

che Henry Moore avrebbe

approvato cattura

i nostri occhi – in armonia

con il delicato

respirare del legno

e tutto il suo pulsare

sottobosco; avanziamo

con meraviglia, non permettiamo

alle nostre voci di interferire

col persistente canto funebre

delle colombe; ci sentiamo

privilegiati

passanti di questo posto

in una curiosa serata estiva

dopo la pioggia.

INCORRIGIBLE PLURALITY

World is… incorrigibly plural.

                   Louis MacNeice

Somewhere, a long way from here,

they are having a war.

Ships are being sunk, threats

made, lives are being lost.

Someone says, someone has heard,

there was something on the news,

someone saw a headline in the village –

and this is how we know.

Here, the river goes about its business,

a tractor rumbles gruffly some way off

and the cows raise their tails and shit

with careful nonchalance. Everywhere.

PLURALITÀ INCORRIGIBILE

Il mondo è … incorreggibilmente plurale.

                                   Louis MacNeice

Da qualche parte, molto lontano da qui,

stanno combattendo una guerra.

Le navi stanno affondando, minacce

vengono lanciate, vite stanno finendo.

Qualcuno dice, qualcuno ha sentito,

c’era qualcosa al telegiornale,

qualcuno ha visto un titolo nel villaggio –

ed è così che lo sappiamo.

Qui, il fiume si fa gli affari suoi,

un trattore borbotta burbero da qualche parte

e le mucche alzano la coda e cagano

con attenta nonchalance. Dappertutto.

(Traduzioni di Sara Comuzzo)

Jeremy Page ha pubblicato diverse raccolte di poesie, tra le quali In and Out of the Dark Wood (HappenStance, 2010) e Closing Time (Pindrop, 2014). Ha anche svolto traduzioni di Catullo, Leopardi, Rimbaud, Verlaine e Boris Vian. La sua novella London Calling è stata pubblicata da Cultured Llama nel 2018. È uno dei membri fondatori del trimestrale letterario The Frogmore Papers.

Fuori da Munkedal e Non ci devono essere ombre appartengono alla raccolta intitolata In and Out of the Dark Wood (HappenStance, Fife, 2010). Le altre poesie sono state inizialmente pubblicate in alcune riviste: Cartolina di Odessa in Agenda; Terra d’ombra in Finished Creatures; Leggendo P D James in San Francisco in Lamport Court; Stagione Chiusa inAcumen.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *