free page hit counter

Tre poesie di Francesco Salvini

Francesco Salvini

Nota di lettura di Alessandro Brusa

Sono cartoline queste di Francesco Salvini, cartoline animate, tipo quelle che andavano di moda negli anni ’70, quelle un po’ spesse e che inclinandole riuscivi a vedere i personaggi spostarsi, muoversi, compiere piccole azioni: a volte buffe, spesso indecifrabili. Sono questo i tre brevi testi che presentiamo oggi: tre istantanei racconti costruiti in versi fatti di una sintassi sconnessa, improvvisa, mutevole come quelle cartoline ed il cui senso all’improvviso sfugge per ricomporsi poco oltre accennando a qualcosa che sta dentro di noi, che sta bene nella fantasia del lettore. Perché alcuni di noi ci sono stati in quelle storie e chi non c’è stato non può non cercare di immaginarle mettendo insieme i frammenti di quanto Salvini vuole farci sapere e quanto no.
Il pensiero corre a Bellezza come a certe luci di Penna, quando accenna, dice, distoglie, chiude e riapre. Ma cercare Bellezza e Penna è rischioso perché ci fa perdere il senso o meglio, il ritmo della scrittura di Francesco che è ragazzo calato nel tempo presente e che sa come concedersi il lusso di prendere dal passato quanto serve, quando serve, senza riciclare, regalandoci lo sguardo di altri tempi sulla vita che ci passa le spalle.

“Non capita di rado che i familiari, mossi da vergogna e stupore,
compromettano la scena prima dell’arrivo delle autorità,
mentre la polizia, davanti a un corpo nudo e del materiale
pornografico, tenderebbe a chiudere il caso come morte accidentale.”
Da Autoerotismo Killer, Il Giornale, 08/02/2018

Devozione

I sogni erotici per casalinghe
annoiate li trovi a metà prezzo
nei discount; le immagini si assimilano
in più i modelli mancano di fascino,
a volte lasciano a desiderare
ma è il massimo che ci si può permettere
in questo panorama provinciale.
Ogni volta che mamma andava al Lidl
faceva incetta di boxer scontati
per tutta la famiglia e con la scusa
di provarli era un correre repente
in camera, un novello atto di fede
per consumare un cero tredicenne
sull’icona di un Cristo fisicato.

Big brother

Guardare orgasmi da fuori, spettacolo
ilare; allora misuravo i gesti
ogni spasmo del volto, se ero solo.
Temevo di apparire un po’ ridicolo.
Con altri invece a metà mi estraniavo
anzitempo per non bruciare l’atto,
per perdere l’occasione di perdere
il controllo – salvando ogni contegno.
Eppure me lo sono sempre chiesto
da giovane credente come Dio
con tutte quelle norme sessuali
si atteggiasse per non scoppiare a ridere
dal posto riservato che ha a teatro -a meno che non sia piuttosto un qualche
vecchio cinema porno con le macchie
sulle poltrone e il finale scontato.

Sexting

Strappale ancora un’ora, avanti, tratta
con questa sera incerta sul da farsi.
Il gesto è sempre il solito, conosci
benissimo il pulsante d’accensione;
basterà estrarre sperma, farlo scorrere
nel corridoio stretto della luce,
attingere alla vena petrolifera
per dare un senso ai solchi in mezzo ai tasti.
È proprio lì che accumuliamo croste
gleba da ingravidare e allora gratta,
esponi le tue viscere alla teca
dello schermo, consumati le pustole
aprile al parto, fa in modo che spurghino
sulla tastiera incurante del sonno.

Francesco Salvini (La Spezia, 1994), laureando in lettere moderne a Pisa, studente di fisarmonica al conservatorio G. Puccini. È attivista in varie associazioni per la laicità e i diritti civili; organizza spesso eventi letterari nella sua città. Da sempre grande lettore, ha iniziato a scrivere nel 2008, ottenendo riconoscimenti in diversi concorsi letterari. Dopo un periodo di silenzio, è apparso nel “Terzo repertorio di poesia italiana contemporanea” (Arcipelago Itaca). Potete trovare altri suoi testi sui blog: Poetarum Silva, Carteggi letterari, Poesia ultracontemporanea, Critica impura, Poesia del nostro tempo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *