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Two poems Maria Borio

Da “Trasparenza” interlinea editore-collana Lyra giovani/ foto Dino Ignani

Altre parti

Non riposano. Il fascio di luce è calmo.
Guardano le barche come fossero alte sul mare.

Una vita è anche violenza.

La corrente trattiene le barche,
il bordo è come due persone.

Sotto le palme l’aria diventa scura
ma il nero somma tutti i colori.

La vita è anche violenza?

Li hai visti scambiarsi i suoni,
il mare che fa silenzio, i legni
degli scafi, frutti nell’ombra.

Il silenzio era nero e perfetto:
uno dal bordo sul mare si sporge,
l’altro lo trattiene a terra.

*

Silenzio: con quale altra parola vuoi raggiungermi?

Al limite dell’aeroporto l’atmosfera è tutto
chiude i nostri mondi in un’ascissa che scende a terra
senza toccarla, porta il peso di tutto.

Con quale altra parola vuoi toccarmi?

Il sudore è l’unico segno dalla carne al plexiglass
dal plexiglass al vento dell’hangar.
Diventa nodi trasparenti
forme di cristallo tremano sotto le ali.

Con quale altra parola cerchiamo di vivere per sempre?

La stella vecchia mangiava la giovane ma poi è morta
e cadendo è diventata una scia senza colpa.

Appoggiamo la testa al finestrino, perdiamo l’intimità.
Solo schegge fluorescenti dall’orizzonte al cervello.

E allora toccami silenzio, fammi male.

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