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Una poesia di Seth Pennington tradotta da Alessandro Brusa

Un compleanno qualsiasi da “Tertulia” Sibling Rivalry Press

UN COMPLEANNO QUALSIASI
un saggio fotografico senza immagini

Photo No. 1
Sono lì che suono la chitarra, cantando “First day of my life”,
un pezzo che Nickole definirebbe buona poesia, o almeno
quel tipo di poesia che le piace, una poesia che sta
su quel filo teso tra felicità e tristezza.
È il suo compleanno, mentre il mio è stato
quattro giorni fa. Siamo entrambi poeti
sposati con poeti e questa canzone sarebbe
la canzone giusta se entrambi fossimo
alle medie alla pista da pattinaggio,
la canzone giusta per vederci andare verso
la persona di cui siamo innamorati
e che neppure sa del nostro amore,
ma è con questa canzone che chiediamo loro
di pattinare tenendoci la mano, rischiando
magari le ginocchia per l’altro.

Photo No. 2
Jessica flette i muscoli, tutto un bicipiti ed abbronzatura da
corridore, perché la torta al limone che tiene è incredibile:
più un manubrio da palestra che una torta, o forse è stata
la citazione da Jean Valentine vergata sulla glassa:
Benedetti sono coloro che ricordano che ciò che hanno è
ciò che un tempo desiderarono –
quel peso che è la felicità.

Photo No. 3
Jessica tiene tra le braccia Nickole
che sul divano s’è distratta guardando i fiori
che sua madre le ha mandato e che poi l’ha chiamata per sapere
se le andavano bene. Rosa e bianchi.
I colori che più perfetti non potrebbero essere.
O almeno così diceva James Schuyler. Ma non è un’espressione
appropriata ora. Questo è un compleanno qualsiasi.
Questa è la sera in cui brindare al colore della casa di un poeta,
tutti quei libri che vengono messi in scatole
e traslocate in una casa nel non-sud.

Photo No. 4/5
Quando è tutto finito ci accorgiamo che ci sono solo frammenti di Bryan
nelle foto della festa: un braccio di mio marito a caso,
i suoi capelli. Anche questa poesia, lui mi guarda
mentre la scrivo e ci scherza su dicendo:
IO NON SONO NELLE FOTO
ED ORA NEPPURE NELLA POESIA!!!
Sally Mann dice che le fotografie ci rubano i ricordi,
che ogni volta che le guardiamo dimentichiamo qualcosa.
Questo è quanto serve per giustificare la sua assenza:
ho lui nella mia mente più vivido di ogni istantanea: mentre
beve vodka ghiacciata alla pera,
la sua faccia fuori dall’inquadratura fare smorfie mentre
canto “Sweet Carolina”, la prima canzone che gli abbia mai dedicato,
e lui che più tardi protesta: Non ho potuto starti dietro perché
la cambi ogni volta. Non capisce mai come cambio le canzoni per lui,
ma lui in fondo non lo deve sapere.

Photo No. 6
Guardo quelle foto, mi chiedo se riuscirei
mai a strapparle, se riuscirei a distruggere un momento per
meglio trattenere quello che ancora ricordo, ma non so
quanto me la stia raccontando.
Dubito sempre. In più
ciò che ricordo meglio non è su alcuna pellicola:
Come la cosa buffa di
Nickole ed io che soffiamo le candeline,
e la stanza che non diventa mai scura, ma
nel momento in cui lo scatto è stato fatto, la stanza stessa
s’è fermata in quel flash, è rimasta super-luminosa:
dev’essere stato quello il colore,
Schuyler ne sarebbe compiaciuto.

(TRADUZIONE DI ALESSANDRO BRUSA)

Some Birthday

a photo essay without images

by Seth Pennington

Photo No. 1

I’m playing guitar, singing “First Day of My Life,”
a song that does what Nickole says good poetry, or
at least the poetry she loves, does: it walks
that line, caught between happiness and sadness.
It’s her birthday and mine was
four days ago. We are both poets
married to poets, and this song is
the one if we were all in junior
high and at the skating rink,
this is the one where we go up to
the person we are in love with
and maybe they don’t even know
we are in love with them, but this is
when we ask them to skate and hold
hands, to risk our knees for another
maybe.

Photo No. 2

Jessica is flexing, all bicep and runner’s tan,
because the lemon cake she holds is incredible,
more dumbbell than dessert, or maybe
it was the quote from Jean Valentine
swirled out of frosting: Blessed are they who
remember that what they now have they once longed
for—the heaviness that is happiness.

Photo No. 3

Jessica is holding Nickole,
who is lost on the couch to the flowers
her mama sent then called to make sure
they would do. Pink and white.
The color about as great as color ever gets.
James Schuyler said that. But it’s not right
for this. This isn’t just some birthday.
This is the night we drink to
the color of a poet’s house, that biblioteca
being packed in boxes, moving to
a house in the not-south.

Photos No. 4 / 5

When it ends, we realize there are only bits of Bryan in
the photos from the party: my husband’s
stray arm, his hair. Even this poem, he watches me
write it, laughs off his disappointment and says:
I AM NOT IN THE PHOTOS
AND NOW NOT THE POEM!!!!!!
Sally Mann says photographs rob us our memory,
that with every look you are forgetting more
This is reason enough for Bryan’s missing:
I have him in mind more vivid than any
still, drinking pear vodka over ice,
his face out of frame and crushing when I sing
the first song I ever played him, “Sweet Carolina,”
and his pestering later: I couldn’t sing along
because you changed it up again. He doesn’t understand
how I change a song for him,
but he never has to know.

Photo No. 6

I look at these photographs; I wonder
if I should tear them apart, destroy a moment to
better keep what I can still recollect, but I don’t
know how much of that I believe.
I’m always doubting. Besides,
what I remember most isn’t on any film:
The funny thing about
Nickole and I blowing out our candles,
the room never went dark, but once
the picture took, the room stayed
in that flash light, stayed bright-bright—
that must have been the color;
Schuyler found delight.

Seth Pennington è caporedattore presso Sibling Rivalry Press ed è autore di Tertulia, finalista per l’ Eric Hoffer Chapbook Award . È redattore di Stonewall 50 , che presenta 21 poeti legati dall’Arkansas alla vita queer dopo le rivolte di Stonewall, ed è stato redattore di Assaracus e Poetry Editor di Equinox , la rivista letteraria dell’Università dell’Arkansas-Little Rock. È stato premiato come co-editore di Joy Exhaustible dall’American Library Association e dalla Rare Books and Special Collections Division della Library of Congress per il suo lavoro di redazionale, layout e design con SRP. Nel 2019 ha conseguito un Open Mouth Poetry Retreat Fellow ed è stato il destinatario del Richard Stanley Cooper Literary Award for Creative Writing. Vive a Little Rock, Arkansas, con suo marito, Bryan Borland.

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